Tra la prima intuizione e un lavoro finito c’è un lungo processo di cui si parla poco. Tutti parlano di tecnica, in pochi raccontano le fasi di questo processo.
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Un saggio interattivo che ti accompagna lungo tutto il processo, dalla prima intuizione al lavoro che esce di casa. Le dieci fasi che ogni progetto attraversa, una per una: validare l’idea, pianificare, fotografare, montare, scrivere, trovare i soldi e pubblicare.
Nessuno dipende dal talento, e nessuno si risolve comprando attrezzatura. Sono passaggi del mestiere: hanno un nome e arrivano quasi sempre nello stesso ordine.
Abbiamo analizzato una per una tutte le fasi del processo, e per ognuna siamo andati a vedere come l’ha attraversata un grande autore, dentro un lavoro che esiste davvero. Nessuna teoria astratta, e nessun autore che compare due volte: ne esce una piccola storia laterale della fotografia.
Ogni capitolo è costruito in maniera tale da farti assimilare i concetti tramite testi, schemi, link video, articoli e altre fonti dove approfondire, una sintesi testuale, una sintesi audio e un piano d’azione. In pratica leggi, ascolti, osservi, annoti e agisci. Tutto ciò che occorre per trasformare la tua idea in un progetto fotografico.
Schemi concettuali a supporto del testo scritto: visualizzi il concetto dopo averlo letto. Questi sono presi dai capitoli.
È lo strumento di lavoro che sta accanto ai capitoli: le domande del percorso nell’ordine in cui arrivano, gli schemi da riempire, e lo spazio per scriverci il progetto che hai per le mani.
Quello che scrivi resta salvato nel tuo browser, si esporta in un file e si stampa, se preferisci lavorarci a penna.
La domanda a cui il lavoro prova a rispondere
La distanza che hai scelto
Non è un pdf da scaricare: è un testo in cui si cerca, si annota, si ascolta e si lavora.
Lascia l’indirizzo: arrivano subito, si aprono senza password e restano aperti.
È un progetto editoriale con un’idea fissa: sfruttare le nuove tecnologie per divulgare cultura invece di disperderla.
Il progresso tecnologico spaventa, e non senza ragioni. Ma è anche la cosa che accorcia la distanza fra un pensiero che vale la pena e la persona che potrebbe leggerlo. Quella distanza è il nostro mestiere.
Dietro queste pagine ci sono uomini e donne appassionati di quello che scrivono, che su un singolo capitolo hanno discusso per settimane prima di considerarlo finito.
No, non l’ha scritto l’intelligenza artificiale.
L’abbiamo usata, e diciamo esattamente dove.
Dopo l’acquisto ricevi una chiave personale. La inserisci una volta e i capitoli restano aperti su quel dispositivo. La chiave resta tua, senza scadenza.
No, ed è il punto. Un file non può incorporare i video, riprodurre gli audio o conservare le tue note. Questo è un saggio interattivo, costruito per essere usato e non solo letto. Ed è anche la ragione per cui può aggiornarsi.
Quello che vuoi tu. Un capitolo si legge in una sera, e nessuno tiene il conto. Puoi prendertelo in un mese o in un anno, chiuderlo e riaprirlo: il segno di dove eri rimasto resta lì, e le tue note anche.
Su qualsiasi browser, da computer, tablet o telefono. Le evidenziazioni e le note si salvano nel dispositivo con cui leggi, quindi conviene leggere sempre dallo stesso.
Sì, ed è la sua natura. Quando aggiungiamo fonti, video, correzioni o strumenti nuovi li trovi già lì la volta dopo, senza pagare altro. È il motivo per cui non esiste in versione stampata.
Per chi fotografa e sente che le proprie immagini non diventano mai un’opera; per chi ha un progetto fermo a metà; per chi insegna fotografia e vuole parlare del lavoro lungo, non solo di tecnica.
Il pensiero e il testo sono nostri. Le diciannove tappe, l’ordine in cui stanno, gli autori scelti per raccontarle, le cose che abbiamo deciso di dire e quelle che abbiamo deciso di tacere: quello è lavoro umano, ed è la ragione per cui questo saggio esiste. L’intelligenza artificiale l’abbiamo usata in tre punti precisi: il correttore di bozze sul testo finito, il controllo che ogni link portasse dove doveva, e la costruzione della parte tecnica di queste pagine. Una cosa in più, che è giusto dire: la voce del riassunto audio a fine capitolo è generata, non è una persona vera. Il testo che legge, invece, lo scriviamo noi, apposta per essere ascoltato.